Crocifissione di San Pietro





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Crocifissione di San Pietro

Analisi dell'opera di Michelangelo Merisi detto Caravaggio

Dopo la commissione per la Cappella Contarelli, un altro importante lavoro fu affidato al Caravaggio, nel settembre del 1600, questa volta da Tiberio Cerasi, tesoriere di papa Clemente VIII: due tele da collocare nella cappella da lui acquistata nella chiesa di Santa Maria del Popolo. Caravaggio doveva realizzare i due quadri sui soggetti della «Crocifissione di san Pietro» e della «Conversione di san Paolo». La pala d’altare, invece, con la raffigurazione della Assunzione della Vergine, fu affidata a Annibale Carracci, segno che ormai sono loro due i pittori più ricercati della capitale.
Caravaggio realizza i quadri a lui commissionati entro l’anno successivo. Nel frattempo il cardinale Cerasi era morto e suoi esecutori testamentari erano i priori dell’Ospedale della Consolazione. Questi rifiutano i due quadri del Caravaggio, il quale si vide costretto a ripetere le due opere. La seconda versione venne accettata e le due tele furono collocate nella Cappella Cerasi.
La Crocifissione di san Pietro ha un impianto molto solido e tutta la scena ha un vigore notevole. Il taglio del quadro è decisamente innovativo, con la scelta di comprimere l’immagine in un angolo visivo ristrettissimo che non riesce a contenere neppure tutta la croce. Come è noto, al momento del martirio, san Paolo, che doveva essere crocefisso, chiese, per essere inferiore a Gesù, di essere crocefisso a testa in giù. Ed è quanto si apprestano a fare i tre operai che stanno eseguendo il compito. I tre sono tutti dipinti senza che ne possiamo vedere il volto: tecnica questa che serve ad accentuare la loro disumana mancanza di pietà. Vediamo invece bene il volto di san Pietro, che ci appare senza alcuna trasfigurazione, come un povero vecchio in carne ed ossa, al quale viene imposto l’incredibile supplizio di essere inchiodato mani e piedi a delle assi di legno.
Non c’è nessuna dimensione trascendentale in questa immagine: lo sgomento che produce è la sensazione del dolore vero, inflitto ad una persona reale come noi. Il tutto viene ancora più drammatizzato da questa oscurità che avvolge il tutto. Anche qui sembra che la notte sia calata, come metafora più ampia. L’oscurità che li avvolge è il buio delle coscienze, nel quale nasce la ferocia ma anche il terrore.

http://www.michelangelomerisi.com/crocifissione_di_pietro_im_25476.htm
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Crocifissione di San Pietro
Opere di Merisi, Michelangelo Merisi, Grandi Maestri, Arte, Caravaggio
Crocifissione di San Pietro:Dopo la commissione per la Cappella Contarelli, un altro importante lavoro fu affidato al Caravaggio, nel settembre del 1600, questa volta da Tiberio Cerasi, tesoriere di papa Clemente VIII: due tele da collocare nella cappella da lui acquistata nell

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