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Analisi dell'opera di Michelangelo Merisi detto Caravaggio
L’opera fu commissionata al Caravaggio dalla Confraternita dei Palafrenieri per essere collocata nella loro cappella in San Pietro. L’altare della Confraternita è dedicata a sant’Anna, e quindi il quadro doveva essere a lei dedicato. Caravaggio, invece di ricorrere alla tradizionale iconografia con la Madonna che si siede sulle ginocchia di sant’Anna, relega la madre della Vergine in un angolo quasi in disparte. Pone invece la Madonna e il Bambino in una inedita posizione: la Vergine con un piede sta schiacciando un serpente, con Gesù che pone il suo piede su quello della madre per aiutarla nell’atto che sta compiendo. Il significato teologico è ben evidente con la Madonna, simbolo della Chiesa, che scaccia il serpente, simbolo del peccato, aiutata in ciò da Gesù. Nelle sottili questioni teologiche che al tempo dividevano i cattolici dai protestanti, il quadro è in pratica una trascrizione quasi fedele della Bolla del Rosario di Pio V, con la quale si ammetteva che la Chiesa poteva rimettere i peccati (mentre i protestanti ritenevano che non potesse) se in questo era aiutata da Gesù. Nonostante l’aderenza alle questioni teologiche, il quadro non fu molto apprezzato, e in San Pietro rimase solo due giorni. Fu quindi spostato nella chiesa dei Palafrenieri e poco dopo venduto al cardinale Scipione Borghese.
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