Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i guai con la legge





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Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i guai con la legge

Caravaggio nei guai con la giustizia

Col crescere della sua fama artistica, il pittore divenne famoso anche per il suo carattere ribelle e rissoso ed ebbe anche problemi con la legge soprattutto a partire dal 1600. Già durante il suo soggiorno presso Palazzo Madama, dimora del cardinal Del Monte, il Merisi si fece protagonista di un episodio spiacevole in cui malmenò e percosse con un bastone Gerolamo Stampa da Montepulciano, un nobile che si trovava come ospite del prelato. In seguito gli episodi di risse, violenze e schiamazzi andarono via via aumentando, spesso il pittore venne arrestato e condotto presso le carceri di Tor di Nona. Nel 1602 dipinge La cattura di Cristo e Amor Vincit Omnia. Nel 1603 fu processato per la diffamazione di un altro pittore, Giovanni Baglione, che querelò sia Caravaggio che i suoi seguaci Orazio Gentileschi e Onorio Longhi, colpevoli di aver scritto rime offensive nei suoi confronti. Grazie all'intervento dell'ambasciatore francese, il Merisi, condannato al processo, venne liberato e trasferito agli arresti domiciliari. Nel 1605 fu costretto a scappare a Genova per circa tre settimane, dopo aver ferito gravemente un notaio, Pasqualone d'Accumulo, a causa di una donna: Lena, l'amante di Caravaggio, l'intervento dei protettori dell'artista riuscì ad insabbiare l'accaduto. Il fatto più grave avvenne però si svolse a Campo Marzio, la sera del 28 maggio 1606, si sporcò dell'omicidio di Ranuccio Tommasoni da Terni. A causa di una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda, il pittore venne ferito e, a sua volta, uccise il rivale, con il quale aveva avuto già delle discussioni in precedenza spesso sfociate in risse, anche questa volta c'era di mezzo una donna, Fillide Melandroni, le cui grazie erano contese da entrambi. Probabilmente dietro l'assassinio di Ranuccio c'erano anche questioni economiche, forse qualche debito di gioco non pagato dal pittore, o addiritura politiche: la famiglia Tommasoni infatti era notorialmente filo-spagnola, mentre Michelangelo Merisi era un protetto dell'ambasciatore di Francia. Il verdetto del processo per il delitto di Campo Marzio, fu severissimo, Caravaggio venne condannato alla decapitazione, che poteva esser eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per la strada. In seguito alla condanna, nei dipinti dell'artista lombardo cominciarono ossessivamente a comparire personaggi giustiziati con la testa mozzata, dove il suo macabro autoritratto prendeva spesso il posto del condannato.

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Davide con la testa di Golia






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Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i guai con la legge
Vita di Merisi, Michelangelo Merisi, Grandi Maestri, Arte, Caravaggio
Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i guai con la legge:Col crescere della sua fama artistica, il pittore divenne famoso anche per il suo carattere ribelle e rissoso ed ebbe anche problemi con la legge soprattutto a partire dal 1600. Gią durante il suo soggiorno presso Palazzo Madama, dimora del cardinal

esecuzione in 5,812 sec.
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