Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i successi romani





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Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i successi romani

Le prime commissioni importanti per Caravaggio

Nel 1599, il Merisi, grazie all'aiuto del cardinal Del Monte ricevette la prima commissione pubblica per due grandi tele da collocare all'interno della cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. I dipinti che Caravaggio doveva realizzare riguardavano degli episodi tratti dalla vita di san Matteo: la vocazione e il martirio. In meno di un anno il pittore concluse le due opere: tale fu il successo di questi due dipinti che Caravaggio ebbe immediatamente un altro importante incarico per la Chiesa di Santa Maria del Popolo. Per ordine del monsignor Tiberio Cerasi, che aveva acquistato una cappella della chiesa romana, gli vennero commissionati due dipinti: il Martirio di san Pietro e la Conversione di san Paolo. Contemporaneamente gli fu chiesta la realizzazione di una terza tela per la Chiesa di San Luigi dei Francesi: San Matteo e l'Angelo. Il pittore, nonostante conoscesse bene il gusto estetico al quale i religiosi erano abituati, decise di utilizzare per quest'opera dei soggetti che provenissero dalla vita popolare , una dimensione reale, umile, che esprimessero in maniera drammatica lo svolgersi degli eventi e che rappresentassero anche i valori spirituali della corrente pauperista all'interno della Chiesa Cattolica.
La prima versione del "San Matteo e l'Angelo" che fu distrutta in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, fu però rifiutata e poi sostituita con quella ancora in loco dipinta nel 1602.
La stessa sorte la ebbero i due quadri per la Cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo, che dopo esser stati rifiutati vennero comprati dal cardinal Sannesio.
La descrizione da parte del Bellori dell'episodio del rifiuto della pala di San Matteo e l'Angelo, fa da introduzione ad un altro importate protettore di Caravaggio: «Qui avvenne cosa, che pose in grandissimo disturbo, e quasi fece disperare Caravaggio in riguardo della riputazione; poiché havendo egli terminato il quadro di mezzo di San Matteo e postolo sù l'altare, fu tolto via dai Preti, con dire che quella figura non haveva decoro, né aspetto di santo, stando à sedere con le gambe incavalcate, e co' piedi rozzamente esposti al popolo. Si disperava il Caravaggio per tale affronto nella prima opera da esso pubblicata in chiesa, quando il Marchese Vincenzo Giustiniani si mosse à favorirlo, e liberollo da questa pena; poiché interpostosi con quei Sacerdoti, si prese per sé il quadro, e glie ne fece fare un altro diverso, che è quello che si vede hora sù l'altare». Il Marchese Giustiniani, era un ricco banchiere genovese nell'orbita della corte pontificia, fu protettore di Caravaggio per molti anni, collezionò moltissime delle sue opere ed contribuì moltissimo alla formazione culturale del pittore. In più di un'occasione, grazie alle sue ramificate influenze, riuscì a salvare l'artista dalle gravose questioni legali nelle quali era spesso implicato per colpa della sua indole aggressiva.

http://www.michelangelomerisi.com/crocifissione_di_pietro_im_25406.htm
Crocifissione di Pietro
http://www.michelangelomerisi.com/conversione_di_saulo_im_25407.htm
Conversione di Saulo






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Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i successi romani
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Michelangelo Merisi detto Caravaggio e i successi romani:Nel 1599, il Merisi, grazie all'aiuto del cardinal Del Monte ricevette la prima commissione pubblica per due grandi tele da collocare all'interno della cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. I dipinti che Caravaggio doveva

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